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Sale Agello: Un paese, una banda
GLI SCATTI DEL FOTOCLUB DI OMBRIANO FINALMENTE VISITABILI

di MARA ZANOTTILe sale Agello del Museo Civico di Crema si sono di nuovo apertel!Sabato 30 maggio hanno accolto i primi visitatori per la mostra - non più 'dormiente - Un pese una banda, viaggío fotografico tra le bande musicali dei Cremasco, allestita dai soci del Fotoclub di Ombriano. Tutto era già pronto per l'inaugurazione che si sarebbe dovuta tenere sabato 22 febbraio, ma, per i noti motivi, la mostra è rimasta chiusa, sospesa per tre mesi, tra un rincorrersi di drammatiche notizie e di bagliori di speranza, fino alla riapertura di sabato: niente vernici ufficiali, niente interventi delle autorità, nessun assembramento di pubblico e di giornalisti. È comunque stato fantastico superare la porta delle sale Agello, incontrare soci, ammirare i loro scatti... Anzi, forse la circostanza - decisamente più 'intima' visto che i visitatori non possono essere più di 6 per volta - ha permesso di godersi, con più tranquillità e tempo, quanto esposto. Luigi Aloisi, presidente del Fotoclub, Marco Castagna (vice) e Pietro Mognetti (segretario), tutti membri del Consiglio direttivo, hanno accolto i primi fortunati che hanno ammirato gli scatti fotografici capaci di narrrare la vita dei corpi bandistici G. Verdi di Ombriano-Crema, che comprende anche una Junior band, San Lorenzo di Offanengo, G. Verdi di Casaletto Ceredano (tutti 'raccontati' a piano terra); quindi, al primo piano, la banda Santa Cecilia di Trescore Cremasco, il Corpo Bandistico di Pandino e il G, Verdi di Castelleone. La bellezza delle foto - frutto del talento dei soci del Fotoclub di Ombria-no - ha catturato momenti delle prove, primi piani dei musicisti, attimi dei concerti tenuti in suggestive piazze, castelli, chiostri. E quanta gente si affaccia ancora sulle vie quando `passa la banda'! Realtà musicali storiche che hanno affiancato la vita di intere comunità, protagonisti di feste, sagre, processioni, ma menti istituzionali o sportivi. Fotografie che testimoniano anche la nascita di amicizie, intese, sguardi anche generazionali tra i musi-cisti 'storici' e quelli più giovani. Un vero pia-cere soffermarsi a osservare le fotografie che, crediamo, siano state apprezzatissime anche dai protagonisti delle stesse. I motivi della mostra sono ben chiariti dai pannelli esplicativi che arricchiscono l'allestimento: le origini della banda sono militari; concepita per essere di incitamento ai soldati nel corso della battaglia, comincia a svolgere un ruolo di particolare rilievo civile solo con La Rivoluzione francese, che militarizza l'intera società, con la nascita dell'esercito di leva e con gli allestimenti, in grandi piazze, di alcune grandiose manifestazioni, in onore delle nuove divinità post-cristiane, che trovano nella musica bandistica uno strumento efficacissimo per creare le atmosfere di eccitazione che da li in poi caratterizzeranno tutti i sistemi totalizzanti. Nell'Ottocento la funzione della banda fu quella di avvicinare chi abitava in provincia ai capolavori, principalmente operistici, che animavano la vita musicale dei grandi teatri europei. Per il particolare ruolo all'interno della vita associativa della comunità, la banda ha svolto una funzione non del tutto secondaria nell'elaborazione dell'identità civile della comunità di villaggio o di paese. E proprio nell'Ottocento che molti corpi bandistici attuali sono nati con un ruolo del tutto analogo come elemento tradizionale dì accompagnamento musicale nella principali celebrazioni civili e religiose. Le bande musicali italiane sono, in larga misura, una realtà provinciale. Anche se alcune di esse sono legate a grandi città o a istituzioni nazionali (forze dell'ordine), la maggior parte però e per Io più l'espressione di piccole e medie città, di paesi, di quartieri. La presenza di una intensa vita associativa, esige d'altra parte, una diffusa volontà di essere protagonisti e di non volersi sottrarre ai propri legami con la comunità locale in cui si vive. Come sopravvive la banda musicale nell'epoca della accessibilità completa alle fonti produttive musicali attraverso radio, tv, smartphone Attraverso il rinnovamento musicale del repertorio portato avanti dai di-rettori di banda più giovani, che hanno avuto il coraggio di mutare repertorio, piano piano si cerca di rendere le esibizioni delle bande adatte al gusto musicale del momento e quindi di avere il gradimento del pubblico. Questo permette ai componenti dei corpi bandistici di vivere la musica in modo attivo, da attori e non da consumatori e di partecipare con soddisfazione alla vita associativa.La mostra - che consigliamo di visitare non solo per l'indubbia valenza che ha, ma anche per il significato che la riapertura delle sale Agello porta con se rimana aperta fino a domani, domenica 7 giugno coni seguenti orari: dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 16 alle 19. Ricordiamo che la sede del Fotoclub di Ombriano e in via Valera, 6, che, attualmente e ancora chiusa. Il presidente Aloisi chiarisce: "Le attività in questo periodo si sono svolte online come è accaduto a tante altre associazioni; spero che a settembre si possa riaprire la sede, che comunque avrebbe anche spazi adeguati per il distanziamento sociale, per ripartire anche con i progetti commissionati dal Comune stesso. Avremmo infatti dovuto realizzare una serie di scatti di Crema e del suo territorio per finalità turistiche, all'interno di un progetto piú ampio realizzato dall'assessorato al Turismo in collaborazione con diverse agenzie". Nell'era dell'immagine la fotografia è un linguaggio quanto mai essenziale per raccontare, testimoniare, promuovere, far conoscere e ricordare. Una mostra, quella del Fotoclub che, al di là del soggetto e dei contenuti, si e rivelata quanto mai simbolica per la ripartenza.

Pubblicato su: Il Nuovo Torrazzo
di sabato 6 giugno 2020


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