Invisibili
Immagine ©
Alessandro Merico
Dati di scatto:
Non indicati
Descrizione:
Nessuna descrizione
Commenti
Donata Ricci in data 16/12/2009 8.50.29 ha scritto:
Semplicemente splendida.
Luigi Guerini in data 16/12/2009 9.46.37 ha scritto:
Bravo. Ancora una volta "la classe non è acqua". Grazie e buon lavoro.
Alessandro Merico in data 16/12/2009 18.26.22 ha scritto:
Grazie ragazzi!!devo dire che non e' stato proprio facilissimo fotografarlo, anche perche' in quei casi tenti sempre di non farti vedere e aspetti il momento giusto! ma comunque caso vuole che lui mi ha proprio visto mentre ho scattato!ed a mio avviso e' stato pure meglio, cosi' li si leggono gli occhi.
Luigi Guerini in data 16/12/2009 18.54.20 ha scritto:
Ok, ma al di la delle dinamiche che sisono succedute durante la ripresa di queste immagini, la cosa che colpisce è la semplicità disarmante della composizione che però restituisce perfettamente il concetto "invisibili". Il valore contenutistico risalta e l'immagine è splendida nonostante la semplicità estetica. Complimenti. Di nuovo grazie e buon lavoro.
Eva (IP:87.28.184.150) in data 17/12/2009 10.48.40 ha scritto:
Alessandro ha azzeccato il periodo giusto per pubblicare le foto, dopo il presepe, la maternita’ , un pensiero anche a chi non è fortunato come noi in questo Natale che si avvicina.
Generalmente sono cortesi si sentono e sono persone come noi solo hanno fatto scelte diverse , molto probabilmente vorrebbero essere considerate uguali, sono solo infastiditi quando si sentono osservati da occhi che giudicano.
Spesso li chiamano barboni, ce ne sono di più corrette: va molto clochard, o senza casa, senza dimora, invisibili,ma forse anche quest’ultima non è la piu’ esatta ,si vedono, si fanno riconoscere ,se conquisti la loro fiducia ti raccontano, parlano,scopri drammi che mai avresti pensato portassero a tanto o solo la scelta di un’ intelligenza folle. Scelte personali, drammi della vita, assenza del sociale , l’indifferenza della gente, ma ci sono, sono tra noi e li distingui.
Esiste ora secondo me’ una nuova versione degli invisibili, possono essere i vicini di casa o il collega di lavoro, la signora che incontri per strada, chiusi nel loro riserbo che faticano ad avere una vita dignitosa. Mai come in questo momento difficile noto una profonda divisione tra ricchi e poveri e provo una sorta di rabbia per cio’ che sta’accadendo, il mio augurio va’ proprio a queste persone che si possa tornare presto a sorridere. “
Von Scatt (IP:87.28.142.124) in data 17/12/2009 16.55.06 ha scritto:
Eh si, voi siete chiuse nelle vostre gabbie......Io sono libero. Il mio spirito è libero. La mia anima è libera. Ho sete d'affetto. Buon Natale.
Mi sono permesso di dare una interpretazione a quelle lame taglienti che traspaiono dallo sguardo. Bella Sandro. ciao Sergio
Alessandro Merico in data 17/12/2009 18.09.31 ha scritto:
Che belle parole ragazzi, vedo che hanno suscitato interesse i miei ultimi scatti!!credo che approfondiro'.Ciao.
Scusate se mi permetto, ma...cos'è che vi restituisce il concetto di "invisibili" ?
Se non fosse stato scritto nel titolo per me era solo una persona che guarda nella direzione del fotografo.
Alessandro Merico in data 18/12/2009 18.02.40 ha scritto:
A volte i titoli si mettono anche come orientamento per chi legge!!provo a rispondere alla tua domanda, forse l'aspetto un po' trasandato lo sguardo la croce appesa al collo, il fatto della ripresa nascosta da travi in acciaio!!sono elementi che aiutano a leggere l'immagine finale che, con un titolo che orienta ci porta ad immaginare il tutto!da qui invisibili.
Mah...l'aspetto trasandato io in questa foto proprio nol lo vedo.
Al contrario dell'altra foto nella quale è palese il soggetto ritratto, qui senza il titolo sfido chiunque non abbia visto questa persona dal vivo a dire che è un invisibile.
L'immagine di per se mi piace, ma senza titolo non rende proprio l'idea del senza tetto.
Qui il titolo più che indirizzare la fa da padrone.
Alessandro Merico in data 18/12/2009 19.38.32 ha scritto:
La risposta stava nel commento di Sergio, proviamo a leggere l'immagine senza soffermarci a chiedere se era o no un barbone!!!
Luigi Guerini in data 18/12/2009 19.44.55 ha scritto:
Ciao ragazzi. Prima di leggere il commento di Donata, avrei lasciato lo stesso preciso suo commento: "semplicemente splendide". Due parole che racchiudono tutto. "invisibili" non sta ad indicare solamente l'aspetto materiale e fisico del soggetto, ma piuttosto anzi direi soprattutto l'azione che compie ed il modo di vivere. Oviamente l'inquadratura e l'ambientazione giocano un ruolo fondamentale, al soggetto principale è sempre destinata una porzione marginale dell'immagine. Quasi a significare l'emarginazione od un'operosità fatta di strategia x avvicinarsi a chi per paura o vergogna o per depressione tende a rifiutare qualsiasi contatto. Questa è la mia lettura. Spero confortata da Donata e dall'autore.
Vonscatt (IP:217.202.203.227) in data 18/12/2009 23.57.00 ha scritto:
Ciao,la dignità di un invisibile combatte contro l'apparire. Un vero invisibile non chiede....osserva le gabbia. Reticolati creati ad arte dall'ovvietà e dalla retorica. L'invisibile è la solitudine, L'invisibile è rinchiudere lo spirito. L'opinione ....... " visibile"
vonScatt
Donata Ricci in data 19/12/2009 9.33.04 ha scritto:
Ciao Luigi. Sono pienamente in sintonia con le tue riflessioni, così come con le letture di Sergio ed Eva. Infatti il mio commento "Semplicemente splendida" era volutamente essenziale. Perchè, quando si cerca forzatamente un significato razionale, si rischia di venire risucchiati da una ridda di interpretazioni cervellotiche.
Alessandro ha toccato le nostre sensibilità, è un grande risultato. Sull'appropriatezza del titolo non ho nulla da ridire, comunque mi basta l'immagine. Il reticolato di sbarre, lo sguardo indagatore dell'uomo, l'inclinazione del suo corpo che lascia ad ognuno la propria declinazione interpretativa (sta camminando? é fermo? aspetta qualcuno o qualcosa?): sono gli highlights dell' inquadratura. Il crocifisso non mi sembra determinante anzi, a voler guardare, aggiunge "troppo" ad una composizione già densa di significato. Giocare di sottrazione, a mio avviso, è sempre preferibile, non soltanto nel fotografare.
Questo scatto di Ale consegna un grande momento: quello in cui un fotografo entra in relazione, diretta e pur sempre discreta, con un essere la cui storia è distante anni luce dalla propria.
Ragazzi, è Natale, permettetemi un pizzico di enfasi: questa foto è una lezione di ecumenismo! Buon Natale a tutti.
Ecumenismo ?!?
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