I cortili dei palazzi storici di Crema - 7/2010
(Cremona Produce, 01/07/2010)
Il terzo ciclo di rilevazioni fotografiche dei cortili dei palazzi storici cremaschi fa tappa in piazza Duomo per far visita al palazzo vescovile che sorge adiacente la cattedrale. È un elegante edificio della metà del XVI secolo, originariamente nato come Palazzo della Notaria ma donato solo dopo pochi decenni - nel 1580 - all'erigenda diocesi di Crema per dare degna residenza ai vescovi della città. Un bel portoncino policromo di abete introduce all'androne con il cancello sul quale è montato lo stemma di monsignor Oscar Cantoni, l'attuale vescovo titolare; il cortile è relativamente intimo, raccolto e di dimensioni modeste (10x9 metri) e sopravanzato da edifici di varia altezza; solo il lato settentrionale risulta oggi porticato, mentre i lati occidentale e meridionale sono caratterizzati da finestre arcuate, gli archi originari con vistosi bugnati sono tamponati. L'ala sud ha un solo piano con balconata e semplice ringhiera e permette al visitatore occasionale di ammirare un insolito scorcio, con interessanti giochi di spazi e cromie, verso il duomo e il suo campanile dal quale scendono le note dei concerti “alla cremasca” dei sacri bronzi datati 1753 e fusi dalla ditta Domenico Crespi; su questo lato sorge anche un busto di San Pantaleone, patrono della diocesi cremasca.
La seconda tappa giunge in fondo a via Matteotti, sulla piazzetta oggi dedicata ai Caduti sul Lavoro: qui sorge Palazzo Sangiovanni Toffetti, oggi Crivelli, un edificio del 1640 imponente ma senza eccessive decorazioni esteriori, fatta eccezione per il ricco portale che si trova in posizione decentrata rispetto la facciata; l'ingresso permette di accedere ad un cortile-giardino dalla forma regolare. Le ali laterali presentano portici a tre fornici chiusi da vetrate; quello meridionale, tuttavia – che ospitava la biblioteca e, in fondo, le scuderie - ha solo due piani uno in meno rispetto l'ala settentrionale (dove vi erano ospitati gli appartamenti nobiliari) e quello orientale da dove si entra dalla pubblica piazza. Il fondo del cortile è chiuso da un alto muro.
Ci spostiamo in via Vimercati, dove al civico 11 sorge un palazzo Albergoni Vimercati, oggi Donati. Le origini di questo edificio sono incerte e si suppone che la costruzione abbia preso avvio nel corso del '600. Dalla via un androne con soffitto ligneo conduce il visitatore ad un portico con tre arcate a tutto sesto sorrette da colonne ioniche. Sopra il portico su una cornice marcapiano si appoggiano tre finestre. L'ala principale, tuttavia, è quella sinistra, un palazzo a due piani con elegante scalone d'onore a tre rampe. Il cortile ha forma irregolare ed è chiuso sul fondo da un muro con porta ad arco a tutto sesto che da su un giardino senza eccessive decorazioni, ma molto curato.
L'ultimo passaggio è per via Benzoni, dove sorge il grandioso palazzo Vimercati Sanseverino, unica dimora storica ad appartenere alla stessa nobile famiglia - documentata a Crema fin dal XV secolo – che lo fece erigere a cavallo tra '500 e '600. Il portale da su un cortile porticato per tre lati, sul quale corre, ma solo ad est e a sud, un balcone con elaboratissima ringhiera. Le finestre del piano nobile hanno timpani curvilinei, anche se è da notare che quello della finestra di fronte all'ingresso è spezzato. Il portico settentrionale ospita una balaustra con putti settecenteschi che introduce allo scalone d'onore. Il portico orientale è aperto e, attraverso una cancellata in ferro battuto, da su un giardino con bella prospettiva sulla rinascimentale ex chiesa di Santo Spirito e Maddalena, essa stessa proprietà dei Vimercati Sanseverino dall'acquisto avvenuto nel 1830.
Le foto sono di Luigi Bianchetti, Roberta Casadio, Luigi Guerini, Marco Lupo Stanghellini, Marco Mariani e Gabriele Quaroni.