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Rassegna stampa

I cortili dei palazzi storici di Crema - 3/2010

(Cremona Produce, 04/03/2010)

l Fotoclub Ombriano-Crema nel 2010 esplorerà i cortili dei palazzi storici della città, un’indagine resa possibile grazie alla collaborazione della Pro Loco nelle persone del presidente Luigi Ferrigno e del segretario Erminio Beretta, che ringraziamo per il supporto fornito.

I palazzi non saranno esposti secondo un ordine logico e non prenderemo in considerazione gli aspetti storici limitandoci alla descrizione visiva di ciò che normalmente si intravvede dalla pubblica via. È un po’ come approfondire la conoscenza di una persona, capirne l’anima, senza soffermarsi alle percezioni esteriori: siamo convinti che non mancheranno le sorprese.

La prima dimora che esaminiamo è palazzo Marazzi, un massiccio edificio originario del XV secolo che sorge a due passi da piazza Duomo; sobrio all’esterno, all’interno si perviene per due ingressi, uno su via XX settembre e l’altro da vicolo Marazzi. Una volta giunti al cortile esso si presenta nella sua forma perfettamente rettangolare di 28x15 metri; i lati più lunghi sono porticati e caratterizzati da cinque archi a tutto sesto sui quali si impostano altri archi che contornano le bifore del piano superiore. I lati più corti sono distinti da balconi che collegano i lati lunghi e sui quali si aprono eleganti porte-finestre. L’aspetto architettonico dell’insieme è di gusto ottocentesco, verosimilmente frutto di riadattamenti di quel secolo. Da rilevare la presenza di rampicanti che concorrono a produrre un effetto scenografico dell’insieme, soprattutto in autunno.

Il settecentesco Palazzo Premoli, oggi di proprietà Pozzali, è in stile barocchetto, imponente e interamente in cotto. Entrando dall’omonima piazza ci si ritrova sotto un portico a cinque luci separate da colonne in pietra e con eleganti portali in laterizio alle estremità. La fronte del corpo principale sul cortile interno presenta finestre contornate e le ali laterali sono di diversa lunghezza con due e cinque finestre per piano; all’angolo sud-ovest si eleva una torretta di gusto neogotico alta quasi 24 metri. Un atrio passante dell’ala meridionale porta ad un piccolo giardino sul quale si affacciano logge sovrapposte (una con vetrata), probabili aggiunte ottocentesche. Qui vive un secolare cedro del libano la cui chioma finisce per caratterizzare non solo il complesso nobiliare, ma l’intera piazza.

Il vicino palazzo Benzoni che sorge lungo via Alemanio Fino, è uno tra i più antichi della città (XV secolo) e oggi è una proprietà Donati. L’androne conduce ad un portico a tre luci diviso da colonne ioniche con gli stemmi Alfieri e Benzoni (casata, quest’ultima che diede forma ad un’effimera signoria e che ricorrerà frequentemente nella nostra indagine). Il portico è sormontato da una balconata balaustrata. I corpi laterali più bassi sono posteriori e quello occidentale presenta archi in cotto, oggi chiusi, che permettevano di accedere alle scuderie. Il fondo del cortile è occupato da un piccolo ma ben curato angolo verde.

Un’altro edificio nobiliare un tempo della famiglia Benzoni sorge in via Civerchi: è del 1627 ed è facilmente visitabile in quanto dal 2002 è la nuova sede della civica biblioteca. Il complesso è grosso modo formato da quattro ali con due cortili; dalla via si arriva ad un portico, a cinque fornici con archi a tutto sesto, che all’estremità sinistra introduce allo scalone d’onore. La fronte sul cortile a pozzo presenta sopra gli archi cinque finestre non incorniciate, mentre il lato settentrionale, pur essendo simile, ha gli archi chiusi da vetrate e quello centrale è sovrastato da un piccolo balconcino. I corpi laterali sono quasi del tutto privi di decorazioni, eccezion fatta per la presenza di due portali ciechi caratterizzati da lesene e timpano mistilineo in cotto. Il secondo cortile è più appartato e meno qualificato.

Terminiamo questo servizio ringraziando cordialmente le proprietà Donati, Marazzi e Pozzali per aver concesso la visita. Le foto di questo numero sono di Luigi Bianchetti, Luigi Guerini, Simone Lodigiani, Marco Mariani, Alessandro Merico e Luca Scrigna.


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